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Paragrafo 6 . I cattolici e lo stato italiano.

     
All'interno  del  mondo cattolico prevaleva l'intransigenza  verso  lo
stato  liberale: in ossequio al Non expedit papale, decreto  del  1874
con  il  quale la Santa Sede aveva vietato ai cattolici di partecipare
alla   vita   politica,   e   come   risposta   allo   statalismo    e
all'anticlericalismo  del governo, i cattolici restavano  fuori  dalla
vita  politica  nazionale;  erano presenti solo  in  alcuni  organismi
rappresentativi  locali, dove in genere si schieravano  a  fianco  dei
conservatori o dei moderati. Molto pi intenso era invece l'impegno in
campo  sociale;  attraverso  la  fitta  rete  delle  diocesi  e  delle
parrocchie, collegata con associazioni, circoli e varie iniziative,  i
cattolici  erano  attivi  in  tutti quei settori,  come  l'istruzione,
l'assistenza,   l'associazionismo  tra  lavoratori,  dove   ritenevano
necessario  operare  per la diffusione dei valori  cristiani,  per  il
benessere  materiale  e  spirituale  delle  persone,  per  manifestare
autonomia  nei  confronti delle istituzioni statali e  contrastare  la
diffusione del socialismo. Il compito di coordinare le varie  attivit
era affidato all'opera dei congressi, fondata nel 1874.
     
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     A  partire dagli anni Ottanta, l'atteggiamento pi aperto di papa
Leone    tredicesimo   incoraggi   le   iniziative   dei   cosiddetti
"conciliaristi", favorevoli ad una conciliazione con lo stato, gradita
anche alla classe dirigente moderata, che la considerava utile per  il
raggiungimento di una maggiore stabilit politica. Il tentativo, per,
fall  per l'impossibilit di trovare un'intesa sulla questione  della
sovranit temporale del papa.
     Nello  stesso periodo nacque anche il movimento della "democrazia
cristiana", guidato dal sacerdote marchigiano Romolo Murri, fautore di
una minore intransigenza nei confronti delle istituzioni statali e  di
un pi diretto impegno dei cattolici nella vita politica. Questo nuovo
indirizzo, per, sar sconfessato dallo stesso pontefice.
     Caldeggiate e sostenute dalla Chiesa furono invece le  iniziative
in   campo   economico-sociale,  soprattutto  dopo  la   pubblicazione
dell'enciclica  Rerum Novarum (1891) (vedi capitolo Trenta,  paragrafo
6): vennero formate centinaia di societ operaie, di casse rurali,  di
cooperative agricole e artigiane e fu promosso anche l'inserimento nel
sistema  produttivo,  attraverso gli investimenti,  di  alcune  banche
cattoliche.
